lunedì 14 maggio 2012

LA MIA FESTA DELLA MAMMA


Oggi i blog pullulano di descrizioni dettagliate di come le mamme-bloggiste hanno passato la loro tenera e felice giornata dedicata alla mamma, di come i loro piccoletti abbiamo costruito ricordini e regalini deliziosi con su scritto "la migliore delle mamme" e così via.
Ho solo pochi minuti per dire che la mia festa della mamma quest'anno è stata un pò atipica, ma comunque speciale:
- ore 13.00: pranzo da mia madre con fratelli e nipoti. Una micro nipote di meno di un anno bella come il sole con le sue guanciotte rosse e abbronzate, che si tiene dritta dritta se la prendi in braccio e che - a parte quando piange - è bravissima, muta e coccolosa e regala a tutti sorrisi. L'effetto quando la prendi in braccio è "adesso ne faccio un'aòro anche io!" è garantito! Un'altra maxi-nipote - per altro la mia figlioccia - di 8 anni che cresce, cresce, ma mantiene una salda voglia di coccole. in mezzo al loro il mio topaccio di 3 anni e mezzo che da una parte abbracciava troppo forte la piccolina ("Attento Paolo, fai piano!") e dall'altra se la prendevo in braccuio per troppo tempo mi spingeva per gelosia.

Per adesso tutto normale, l'atipicità comincia dopo:

- ore 2.30 fuga per l'IKEA di Porte di Roma, alla ricerca del mitico armadio PAX per la mamma. Dopo la ginkana nell'Ikea in ri-allestimento primaverile, eccoci al ritiro bagali con Federico e Ana. Quali maniglie scegliere?? Meglio le  bastig, le lansa o le snejd?? Ma ti pare che questi svedesi non possano scegliere dei nomi almeno pronunciabili anche in italiano??

Acquistato il tutto, si passa alla fase caricamento auto. la mitica Fabia station wagon! Ci starà tutto sopra o tutto dentro??? Numerose le prove di abilità sperimentate, col cingalese che ci guardava sorridente e che diceva ogni tanto "serve aiuto?", valutando evidentemente che non ce l'avremo mai fatta. Ma invece, dopo innumerevoli prove del mezzo dentro mezzo sopra, mezzo mezzo, tutto viene inserito e, con il pianale pericolosamente inclinato sulla destra, si parte alla volta della futura casa di mamma.

- ore 16.45: siamo arrivati sotto casa. la forza lavoro si è moltiplicata  con l'arrivo dei valenti: Enrica Donato e Filomena. Il successivo ostacolo è l'ascensore. Secondo voi ci entravano i pacchi piatti dell'armadio?? Indovinate??? Bravi, avete indovinato! Anche quì il magico team si impegna a dismisura e riesce con tecniche magiche irripetibili a trasportare il tutto fino al 7° piano.  Entriamo in una nuvola di fogli di giornale, raggiungendo la stanza di destinazione. In quel mentre, mio fratello Francesco chiama e mi dice "Mi raccomando, non spostate i giornati messi sul pavimento che segnano l'ingombro dei mobili!" (per la serie Grande Fiducia 1).

- ore 17.30: e ora come si monta?? "Io lo so!" dichiaro, dopo aver dato un'occhiata al simpatico video promozionale di montaggio, dove Camilla e Andrea si sperimentano insieme, giurando che "montare PAX è un gioco da ragazzi!!!"
Basta però sfogliare il mitico foglietto delle istruzioni per scoprire che non è tutto rosa come la maglietta di Camilla. Di fronte a quelle istruzioni sempre chiarissime, ho visto coppie sfasciarsi, amici odiarsi, coniugi distruggersi a vicenda. A noi devo dire che è andata bene, a parte le solite scene di quello che vuole fare a modo suo e di quella che segue a puntino le iscrizioni, di quello che è intuitivo e di quella che propone un metodo alternativo. appena sistemato l'armadio a parete tra termosifone e spina del muro, mio fratello Enrico chiama e mi dice "Mi raccomando, non mettetelo troppo vicino al calorifero!" (per la serie Grande Fiducia 2). La scena più divertente del montaggio? Donato rimasto per minuti chiuso stile bara dentro del Pax, mentre inchiodavamo il pannello di fondo!
- ore 20.00 circa: squilla il telefono ed è il topaccio che con voce lacrimosa dice "Mamma, torna! Torna!" potete immaginare il tuffo al cuore, ma mancavano ancora le ante! "Mamma, papà non sa metetre il film di Flick!". La tentazione di mollare tutto è grande, ma sinceramente la voglia di restare e finire era più forte.

Si resta fino alle 21.45, finchè il sole tramonta e non c'è più luce in casa (non ci sono ancora le lampadine!) Dopo la distribuzione di regali-cimelio da parte di mia madre ai generosi contribuenti del team di montaggio, tutti a casa, in tempo per sedermi a tavola con l'affamata famiglia da me abbandonata. Sono stata una mamma un pò assente nel giorno della festa della mamma, ma pensate un pò: anche se non la meritavo, ho ricevuto anche una bellissima pianta dal maritino!
Come sono fortunata! :-)

LDS

Pics from: Ikea, www.fotodivertenti.org

venerdì 4 maggio 2012

LE RAGIONI DEL MIO SILENZIO



Non è che non abbia delle cose da dire.

Ne avrei a centinaia in questo periodo. Non è per questo che non scrivo. Anzi,  è per questo che non scrivo! Nel senso che quando ti passano per la mente e il cuore troppe cose, e molto intime proprio non ce la fai a contenerle in un post. La voglia di comunicare c'è, la voglia di condividere, di raccogliere le vostre esperienze simili o diverse alle mie può davero aiutare a comprendere, crescere, digerire le avventure e le sventure della vita.. Purtroppo invece le parole mi si strozzano in gola perchè le cose che mi stanno accedendo attorno sono troppo, troppo intime, dolorose.

Non riesco neanche a spiegarvi quello che provo. Trovo impossibile parlare di una cose senza poterle chiamare per nome, citare i miei affetti senza farvi capire di chi parlo e di cosa significhi quella persona per me. Accade che ci si senta impotenti, che ci si senta frustrati, feriti, che ci si senta lontani, che ci si senta in colpa nella nostra infinita "fortuna" di fronte alla "sfortuna" degli altri. Capita che queste ed altre emozioni coabitino tutte insieme contemporaneamente e che l'emotività sia un'altalena di stati d'animo diversi, troppo intensi da poterli raccontare. Ci sei troppo immersa.

Allora alcune cose ti sembrano diventare di minima importanza: alcuni problemi quotidiani, le preoccupazioni per tanti particolari della nostra vita.. E ti aggrappi con forza alle cose buone e giuste che hai costruito. Ma la comunicazione profonda resta interna. Proprio non ce la fa ad uscire.

Una sola cosa mi viene da chiedere: se, con lucidità, sapeste di dover interrompere la vostra vita tra qualche giorno, non vorreste impegnare gli ultimi giorni disponibili per lasciare un buon ricordo di voi, fare quelle cose buone che avete trascurato, dare affetto e amore alle persone a cui volete bene, stare insieme, passare testimonianza di quel poco che avete imparato?? Io credo farei così, mi prenderei il tempo per dire cose che non ho detto, forse per chiedere scusa a qualcuno.. ma non per andarmene "pulita" verso il Giudizio Divino. Lo farei per dare senso a questa vita che troppe volte ci porta a mettere in secondo piano le cose più importanti per quelle che definiamo urgenti.

Non lo so. Mi sono spinta già troppo oltre. Vorrei cancellare le ultime 7 righe. Basta.

Per chiudere, ho messo una foto personale, a dimostrazione che la vita è un dono immenso.

LDS

venerdì 13 aprile 2012

IL (MIO) POSTO PIU' BELLO DEL MONDO


Ore 9.0 a.m. Sono (incredibilmente) in anticipo ad una conferenza in centro. Mi concedo il lusso, vista l'ora, di prendermi un caffè al bas di S. Eustachio, vicino al Pantheon. E' un caffè talmente celebre che ti spetti un "nettare degli Dei"nella tazzina  (0.90 centesimi). Sarà. A me sembra un caffè normale.

Quello che invece non è normale ma straordinario è il percorso che scelgo di fare al ritorno, passando per la piazza più bella del mondo. Piazza Navona? Con le meraviglie del Bernini e Borromini? Con la bellissima Fontana dei fiumi? No, pur amando immensamente il Bernini, il mio cuore batte sopra ogni cosa per Piazza Pantheon, così come la chiamo io e molti romani (anche se il nome corretto sarebbe Piazza della Rotonda).

Cammino con emozione su quei sanpietrini che ho calpestato già tante altre volte ed il mio battito cardiaco aumenta. Mi fermo accanto alla fontana e guardo la facciata del Pantheon. Niente a che vedere con l'interno. Quel "Marco Vipsanio Agrippa Fecit" mi cattura totalmente: il frontone, i capitelli con le foglie di acanto annerite dal tempo, le enormi colonne.. 
E mi piace il modo con cui quel tempio occupa lo spazio fisico, sta bene proprio lì dove sta, contornato da palazzi e palazzetti di epoca diversa. Tutta la piazza traduce una delle cose che mi piace più di Roma: la sovrapposizione delle epoche e degli stili, il mix di testimonianze architettoniche che, come nella ricetta del minestrone, sta incredibilmente bene insieme.

Piazza Pantheon è bella a quest'ora (e anche di più all'alba) perchè ancora non ci sono i turisti che affollano i tavolini dei caffè all'aperto, ancora non c'è il tormento dei venditori ambulanti di stupidità, ancora - soprattutto - non devi scanzarti continuamente per aprirti un varco nella folla. A quest'ora, ancora per poco, condividi la piazza solo con chi ci abita o chi cilavora: il cameriere, il signore del 3° piano, la guardia.

Cerco di riempirmi gli occhi il più possibile di quella bellezza: il palazzetto azzurrino, la facciata rovinata e quella restaurata, la targa su Lodovico Ariosto, le bifore del palazzetto medievale... Non lo so spiegare: di posti belli ce ne sono tanti nel mondo, ma questo angolo di Roma per me è speciale.

Vedo che una porzione di un palazzetto è attualmente in vendita: 3 piani più affaccio sopra i tetti, un piccolo portoncino direttamente sulla piazza. Per un istante oso immaginare che bello sarebbe essere talmente ricchi da poterselo permettere: comprare la casa, restaurarla e andarci ad abitare mettendo una piccola placca di ottone con il proprio nome accanto al campanello della porta... ma poi penso che sarebbe la mia rovina: passerei tutto il giorno a guardare la piazza! E' per questo (non per altro!) che decido di non acquistare il palazzetto.

Lezione appresa: Era troppo, troppo tempo che non passavo di qua. E' che siamo così abituati a pensare che le cose (e le persone) che ci piacciono siano sempre lì ad aspettarci...
Non è così.

Venite, venite a vedere anche voi.
LDS

Pic from here.