venerdì 8 ottobre 2010

EMBARRASSING MOMENTS


Tutto iniziò con la lezione di inglese dove la teacher ci mostra una storiella su "il momento più imbarazzante della propria vita". Per fortuna non ha chiesto a me ma ad un'altra di farle un esempio di momenti imbarazzanti, perchè in realtà non avrei saputo scegliere. Già, non posso dire che non mi capitino mai momenti imbarazzanti, se solo ci penso ne ho una lista.. alcuni li posso raccontare (tempo è passato e la cosa è stata "digerita"), altri assolutamente no. Alcuni sono solo piccole sviste e semplici gaffes, altri vere e proprie figuracce da manuale. Ognuno ha le sue.

"La caduta" è quella che posso definire "storica" sia perchè è accaduta tanti anni fa, sia per il folto pubblico che ha assistito ala scena. Facevo tre giorni di prova come segretaria internazionale nell'ufficio commerciale di un albergo molto lussuoso di Roma. Per l'occasione cercavo di vestirmi bene, ma per il mio povero guardaroba (che meriterà una puntata a parte) che passa dal "molto casual" all' "elegante matrimonio vintage" (ovvero vecchi vestiti da sera di mia nonna) non era un'impresa facile. Quel giorno indossavo il tailler verde scuro del matrimonio di mio fratello con stivali neri con POCO tacco. Dopo qualche ora di inutili tentativi nello scrivere una lettera commerciale in tedesco, mi dicono che "potevo andare" ed io - ancora inconsapevole che quella frase significava "non vai assolutamente bene per questo lavoro, ma dimmi te, mi hai fatto pure perdere tempo prezioso, ma chi ti ha mandato qui" - sollevata, scesi al piano di sotto fino alla Hall. Lì gli ultimi tre gradini della scala coperta di moquette e ricoperta con un lungo tappeto rosso mi furono fatali: inciampai, persi l'equilibrio e planai rumorosamente e platealmente per terra! Il male non me lo ricordo neanche, mi ricordo solo che alzando lo sguardo vidi che si erano girati:
- tutti i clienti del bar interno e dei tavolini adiacenti;
- tutto il gruppo (almeno 7 persone) della reception in fondo al largo salone;
- usceri, facchini, clienti in giro per l'albergo..
Insomma, sono uscita di soppiatto (???), fingendo di non essermi fatta niente e ripetendomi mentelmente tipo mantra "io qui non ci torno più, io qui non ci torno più..". E così è stato!!

Ma senza scendere nel così plateale, anche la mia vita quotidiana è ricca di gaffes: l'altro giorno ho chiesto a E. se lei sarebbe stata presente alla cena di inaugurazione della nuova casa di C. e lei mi ha risposto, con una strana espressione in viso, che no, non sarebe venuta.. per poi mandarmi un messaggino poco dopo con su scritto "per che tu lo sappia: non ero stata invitata!!"

Pensavo dunque di aver un buon posto in graduatoria circa eventi del genere, quando chiacchierando con un amica di questo tema, lei con estrema tranquillità mi raccontava cosa vuol dire imbarazzo costante. Infatti in passato le era capitato di lavorare per una ditta e la proposta di lavoro gliela aveva fatta la ragazza di un suo amico.. più che amico.. diciamo che lei era l'amante sporadica di questo amico e che la ragazza ufficiale dello stesso l'aveva sponsorizzata per quel lavoro. Questo già è un pò imbarazzante, ma poi ha anche scoperto che il suo lavoro sarebbe stato di affiancare proprio la ragazza in questione. Prova tu ad essere grata e con il senso di colpa per mesi e mesi..continuando la frequentazione anche con il ragazzo della collega? Complimenti: che fegato!

Mi ha anche raccontato che in un altro posto di lavoro aveva avuto una breve relazione con un collega che poi era diventato il suo capo, la cui futura moglie l'aveva eletta a consigliera per l'organizzazione del loro matrimonio.

Non c'è che dire: una cosa è un imbarazzo puntuale, un'altra è vivere mesi di situazioni imbarazzanti!

Ora che ho ridimensionato la mia "visione di me" come regina dell'imbarazzo e che ho un impareggiabile termine di paragone, posso fare pace con le gaffes!

LDS