mercoledì 12 ottobre 2011

QUANDO LA MAMMA SI AMMALA..



Il tema della malattia e del dolore è degno di essere trattato con sensibilità e competenza che probabilmente non ho a sufficienza, ma in questo momento lo sento vicino nell'accezione che lega strettamente "dolore e solitudine". Sì perchè indipendentemente dal dolore (fisico o mentale) che si prova e dalla vicinanza di persone care che ti assistono/curano/fanno compagnia, la sofferenza è e resterà sempre una cosa vissuta in solitudine. Se soffri, soffri solo tu, il male che provi non lo sente il tuo migliore amico, o tua madre che ti è accanto, nessuno lo può prendere sulle proprie spalle. E' un fardello personale. E quando l'amico, il parente ti saluta e torna a casa resti solo con il tuo dolore.

In queste settimane di malattia (nulla di grave fortunatamente) che mi hanno tenuta lontana dal web, da questo blog e da molte altre parti di me, ho avuto modo di riflettere e sperimentare personalmente questa dolorosa solitudine.

Avevo persone accanto che mi davano una mano rendendosi cura di mio figlio di 3 anni, andandolo a prendere all'asilo e giocando per qualche ora con lui, mentre io, febbbricitante e immobilizzata, mi trascinavo tra il letto e il divano. Inesorabilmente però, ad una certa ora, quelle persone gentili andavano via e rimanevo SOLA con il piccolo e ancora una lunga porzione di giorno da affrontare. Sola perchè mio marito in questo ultimo periodo lavora fino a tardi e non torna a casa prima di mezzanotte: si tratta di esigenze lavorative che chiedono molto ad una famiglia, esigono molta forza di volontà, determinazione e soprattutto miolto amore per essere superate in modo positivo. Per mia fortuna tutto questo (e soprattutto l'amore) non ci manca.

Ma quando tale delicata fase familiare si è incrociata con la mia malattia è emersa chiara una domanda che sono certa è comune a molti: ma le mamme possono ammalarsi?? Ma possono farlo le mamme "sole"? Insomma, mi sono ancora una volta di più convinta che no, non ci è concesso.

Devi tenere duro, fare ugualmente il bagnetto al figlio, giocare con lui (mammaaaaa, giochi con meeeeee?), preparare la cena, mettere a posto, prepararlo per la notte e alzarti tutte le volte che inevitabilmente chiederà un pò di acqua, o di fare pipì, o che si lamenterà della presenza di una zanzara..
Non importa che tu abbia la febbre alta, che ti scoppi la testa: sei madre. Hai una funzione sociale che è più grande di te come individuo.

Sono un pò stanca. Sarà colpa dell'astenia che mi trascino avanti. Non volevo lamentarmi con questo post, forso solo prendere atto di questa realtà. Non è la prima volta che mi confronto con questa strana casualità con la quale sempre a me è richiesto di dover tenere duro, sempre io sono quella che non deve mollare. Nessun vittimismo, nè eccesso di rivendicazione femminista.

Solo a volte mi piacerebbe poter avere il lusso di essere solamente Lucia.

LDS