mercoledì 22 febbraio 2012

TERAPIA DI COPPIA 1


"RIMANETE FIDANZATI, vivete da coniugi, agite come amanti, per essere sposi». Monsignor Giulio Dellavite

Cari tutti,
qualche settimana fa leggevo in numerosi blog le infaticabili eneregie profuse da mogli e mamme sulla questione S. Valentino. Sì, perchè pur con le inevitabili scritiche che questa festa si porta dietro, soprattutto legate ai suoi fini commerciali e legati al superfluo, accade che essa ci riporti per un istante a riflettere sulla nostra relazione di coppia, argomento a volte messo in secondo piano nelle giovani famiglie.

Ho letto molti blog dove le supermamme blogghiste si sono impegnate con solerzia e fantasia a decorare la tavola per la cena familiare con cuoricini, candele, piatti e tovaglioli creati con le loro mani, a creare ricette gustose per quest'occasione speciale, dimostrando creatività, capacità di riciclo, gusto per il particolare e tanto amore per la loro dolce metà.

Quello che ho notato tra le righe di quasi tutti questi post è che la supermamme tende a trasformare la "festa degli innamorati" nella "festa dell'amore in famiglia", una occasione in cui si celebra l'amore e l'affetto tra mamma e papà all'interno del nucleo familiare, alla presenza di uno, due, tre, quattro o anche cinque pargoli. Certamente la dimostrazione dell'amore tra papà e mamma è un elemento fondamentale per al crescita e l'equilibrio dei nostri figli: li rassicura, li fa crescere sereni, mostra loro che "è possibile" amarsi fare una famiglia e continuare ad essere felici insieme, ancora e di più del primo giorno. Testimonia che c'è speranza di costruire famiglie "solide", che resistano agli urti della vita, che siano reale luogo di crescita per tutti, anche per la coppia.

Però.

Al di là del fatto che dovremmo forse impegnarci a rendere visibile questo amore ai nostri figli quotidianamente, accanto all'amore familiare (l'amore per i figli, l'amore per i genitori e l'amore tra fratelli), c'è - ed ha dignità specifica - l'amore tra coniugi (sposati, conviventi..), l'amore della coppia. Ed è quello a cui dobbiamo porre la nostra attenzione, perchè è quello che "rischia" di essere maggiormente sacrificato nella nostra giornata fatta di mille cose, dove comunque i figli spesso sono al primo posto.

Dunque per me sarebbe giusto lasciare i figli a casa (o dai nonni, dagli zii, dalla baby sitter,..) per la sera di S. Valentino e dedicarlo ad una cenetta di coppia, o ad una uscita solo voi due, o ad andare a vedere quel film, o quel museo, o quella cosa che potete fare solo in due e che continuate a trasciare in attesa del "momento giusto". Certo, voglio dire che quella di s. valentino è solo uan scusa, qaulunque spazio va bene.

Vi invito, mamme, supermamme e mogli a rispondere (a voi stesse soltanto, ma con la massima onestà) a questa domanda (valida anche per i mariti e papà): quante serate (momenti, spazi) dedicate mensilmente solo a voi due???

Garantisco ai più reticenti che si difendono dietro frasi tipo "ma a noi piace stare tutti insieme", che concedendovi momenti di coppia non "rubate niente" ai vostri figli, anzi avete la possibilità di coltivare una relazione che sarà per loro il regalo più grande che gli potrete fare: una famiglia viva con genitori che si scelgono quotidianamente, con una relazione positiva non sclerotizzata sulle esperienze vecchie. Carino l'articolo di Cazzullo in proposito.

Meditate gente, meditate!

LDS

martedì 21 febbraio 2012

FACILE PREDA II



Forse qualcuno di voi avrà avuto occasione di vedere quel filmetto di poco valore che ospitatva nel suo cast una delle icone di bellezza degli anni ottanta, Cindy Crawford ("Facile preda" appunto). Di poco valore è certo un mio giudizio, ma davvero vi sfido a trovare chi sia stato entusiasta di questa pellicola. Ecco, proprio qualche giorno fa penso di aver trovato il soggetto perfetto per un ipotetico sequel del film, dal contenuto più significativo e ricco di spunti sociologici e culturali dell'originale.

Ecco a voi la trama di Facile preda II
Protagonista: una donna sugli 80-85 anni, acculturata, madre di tre figli, vedova e nonna.
Luogo: Miami.

Scena iniziale: interno, giorno, salotto. Squilla il telefono e la protagonista risponde (al 5°-6° squillo, visto che non trova mai il cordless tra i libri e le riviste).

Telefonata a finalità commerciale, ma lei non lo sa.
"signora le è stata estratta ed ha vinto un weekend in un agriturismo per due persone!"
"ooh!" pensa la protagonista "che bella cosa! potrebbe essere utile a uno dei miei figli, che lavorano sempre così tanto!". Così lascia tuitti i suoi dati e la invitano ad un incontro di presentazione dell'iniziativa.

Seconda telefonata con finalità comemrciale, malei non lo sa.
"signora, ci occupiamo di apparecchiature elettromedicali. Lei ha qualche dolore o malanno attualmente?"
"ooh!" pensa la protagonista "forse potrebbe essere una cosa utile anche a mio figlio" e stupita ci sia qualcuno effettivamente interessato alla sua salute, snocciola tutti i suoi attuali malanni, dalla cervicale in poi. L'interlocutore al di là del filo prende nota, fingendosi disinteressato e poi le dice che c'è una offerta speciale su un apparecchio che farebbe proprio il caso suo e la invita ad una presentazione.

Scena successiva: Palazzo del centro, pomeriggio. Una piccola folla.
E' passato qualche giorno e la protagonista decide di andare alla presentazione della vacanza, ma avendo preso appunti in modo confuso, si ritrova alla presentazione delle apparecchiature elettromedicali.

C'è molta gente. La protagonista entra e rimane colpitissima dal fatto che per il solo essere presente le regalano una bellissima pentola per cucinare al vapore. Poco importa se non la saprà usare e se è già tanto che mangi qualcosa oltre che al semolino, la mela cotta, la minestrina, al massimo uno stracchino. Il regalo la mette subito di buonumore.
Parte la presentazione. Guarda caso l'apparecchio promosso cura proprio i malanni che aveva lei.
Certo è un pò costoso, ma dicono che si può anche pagare a rate.
In omaggio a chi lo compra, c'è una poltrona massaggiante.

La protagonista è ancora un pò indecisa. E allora - colpo di scena, luce forte, musica che sale - l'esperto venditore le dice la frase magica, che abbatte qualunque difesa, che annulla gli anni di studio, l'esperienza della vita, il senso del reale e qualunque barlume di spirito critico nella protagonista:
"lei per caso ha nipoti?"

Primo piano: gli occhi della protagonista si illuminano:
"Sì, ho un nipotino!".
"Ma allora abbiamo in regalo una fantastica macchina elettrica per lui: dimensioni reali, il bimbo ci può salire dentro e andare in giardino!"
La protagonista allora si decide e firma.

Scena finale: interno, giorno, la stessa casa della prima scena.
E' il giorno successivo. Puntuali come la morte, i venditori vengono a consegnare l'apparecchio. Purtroppo si scopre che no, non è possibile per la signora pagare a rate perchè è pensionata e ha sopra una certa età. "Ma io lo avevo detto, però!" tenta di rispondere la protagonista, ma alla fine cede e paga tutto in contanti.

Zoom di chiusura: sulla ricevuta sul tavolo del corridoio, sul pacchetto con l'inutile apparecchio elettromedicale che non sarà mai in grado di utilizzare correttamente, e sullo scatolone contenente la macchinina per il nipote, non richiesta, forse neanche tanto voluta dai genitori di lui, ma vero ago della bilancia per la facile preda del marketing aggressivo di questi giorni.

Titoli di coda.

Che ve ne pare? Beh l'avventura è vera ed è capitata a mia madre. Una vera tenerezza sentirla così indifesa ed ingenua contro questi approfittatori. Era troppo tardi per difenderla.

E' proprio vero che qando si usa la leva dei nipoti, non importa la cultura o l'esperienza, i nonni sono facili prede!
LDS