lunedì 11 giugno 2012

SOLO VENTIQUATTR'ORE???


Come è possibile fare tutto ciò che bisogna fare in ventiquattrore?? Lettrici e lettori di ambo i sessi probabilmente avranno già trovato la loro risposta a questa domanda, io invece no.

La nostra è una normale vita di una normale famiglia con un bambino. Entrambi i genitori lavoratori a tempo pieno. Quando la descrivo mi viene un pò di senso di colpa a dire"con un bambino", mi viene da dire "con un solo bambino", non tanto perchè lui si semta solo, quanto per rispetto alle famiglie di amiche, parenti e conoscenti che di figli ne hanno due, tre, persino quattro e che non si lamentano mai (per lo meno sul web!).

L'unico elemento magari un pò diverso dalla media delle famiglie è che mio marito è un "turnante", nel senso che lavora su turni mattutini o pomeridiani, che lavora sempre il week end e che "riposa" durante la settimana lavorativa. Abbiamo così poche, pochissime occasioni per spendere un we fuori porta, andare ad una sagra, o fare una gita al mare sabato e domenica della bella stagione. Quest'anno la bella stagione si fa aspettare e allora soffriamo meno del solito..

Ci siamo "abituati" a questa situazione familiare e siamo diventati nel tempo bravi ad apprezzare l'immensa fortuna di trovare degli spazio di tempo insieme. Secondo noi, i tanti fortunati che godono di ogni fine settimana libero non si possono rendere veramente conto dell'opportunità fantastica che hanno per accrescere la loro relazione o soltanto per starsene abbracciato stretti stretti. E' un pò come imparare ad apprezzare ogni istante e a non darlo per scontato come fa "l'altra gente", verso la quale a volte - non lo nascondo - nutriamo un pò di invidia, che diventa quasi un ironico sentimento di "superiorità" (poverini, non capiscono..).

Ma la di là del tempo cosiddetto "di riposo" o di recupero e oltre al tempo del lavoro fuori casa, esistono ancora almeno altri due "tempi": quello della "gestione della casa" (che va dalla spesa, alla pulizia, etc.) al "tempo da genitori". Insomma a tutti noi viene chiesta una quadratura del cerchio non sempre facile.

E, nella gestione familiare dei compiti a casa, la parte del leone la fa la mia dolce metà: lui fa la spesa, anzi lo "spesone", mettendoci  anche due ore, spezzandosi la schiena con le buste e riempiendo il frigo che magicamente nottetempo si svuota ed è sempre vuoto.
E' lui che fa le commissioni straordinarie tipo portare il puzzle a inconrniciare, la mia ceramica dipinta al forno per la cottura, etc.
E' sempre lui che va alla posta a pagare le bollette (ma qui non lo compiango perchè da anni chiedo di fare la domiciliazione e lui, alla vecchia maniera, risponde che "no perchè così non hai sotto controllo i conti"), nonchè la retta della scuola, il condominio,..
E' sempre lui che si occupa di IMU, del CAF, della dichiarazione dei redditi, dell'ISEE, etc.
E' lui, infine, che si occupa delle pulizie di casa di routine,. che spolvera, pulisce, aspira, etc.

A me, in base ad un accordo impari, è lasciata la responsabilità delle lavatrici (anche perchè non raramente lui "sbaglia candeggio"), di stendere e riporre la biancheria asciutta, e dulcis in fundo di stirare. Attività che nel tenpo si è sempre più assottigliata: oggi non stiro più i lenzuoli, le federe, i pigiami, le magliette da casa e a volte anche le altre magliette che riesco a piegare bene, a volte non stiro neanche i pantaloni se poco poco sono elasticizzati, non stiro le cose di mio figlio se non strettamente indispensabili.
 Intenerisco se penso a quando - appena sposata - stiravo anche gli asciugamani di spugna!!
Nel quotidiano, sono sempre indietro con lo stirare le camicie di lavoro della mia dolce metà, che ciclicamente e con infinita pazienza, mi avverte: "guarda che sono finite!!!"

Insomma, mentre lui nel suo "tempo di riposo" si ammazza di lavoro casalingo, io nei we passati con mio figlio, spesso malato, non prendo seriamente parte alla "grande fatica".
Certo, forse più di lui mi dedico al "tempo da genitori", cercando di rispondere positivamente alla domanda imperativa del piccolo di casa: "mamma, giochi con meeeee?!!" (richiesta che è divenuta più pressante ora che,anche nel we, fare il riposino dopo pranzo sembra una missione impossibile).  Sì, è vero, ho altri problemi familiari, un trasloco di mia madre che incombe, scadenze lavorative ed altro, ma davvero non c'è paragone tra il peso che ciascuno porta sulle sue spalle.

Fino ad ora, l'ho fatta franca a poco costo. Ieri sera, però, non so per quale congiuntura astrale, è venuto il momento di parlarne e mi si è rovesciata addosso tutta la stanchezza del consorte che, senza neanche accusarmi di nulla, mi chiede gentilmente solo di aiutarlo un pò di più.

Che dite voi? "Certo caro, come minimo!" dovrebbe essere la risposta più appropriata. Ma io, stanca già così, non posso che chiedermi nell'intipo del mio cervello egoista: ed io quando potrò riposare????
LDS