mercoledì 29 agosto 2012

HOMO SICILIANUS I LOVE YOU

 

Pervasa dall'aria feriale che permane per qualche giorno ancora una volta disfatte le valigie, per una volta, mi voglio concedere il lusso di fare generalizzazioni in chiave regionale. Mi perdonino i miei adorati amici siciliani e facciano finta ch'io parli solo a sprovveduti continentali! Il calore del sole della Sicilia ancora non se n'è del tutto andato via dalla pelle, che mi scappa da condividere con voi le mie acute osservazioni della mia breve vacanza in Trinacria.
 
Aree di osservazione: Catania, Taormina, Noto, Siracusa-Ortigia, Marzamemi, Vendicari, Modica.
Assiomi elaborati: 3
 
1. L'"homo sicilianus" è un tipo piacente.
 
Giovani longilinei dai colori scuri, dal passo gentile, ma anche dignitosissimi uomini maturi, con tanti capelli bianchi e un fascino d'altri tempi (alla De Sica padre, per così dire).
Capelli scuri, pelle abbronzata e un delizioso atteggiamento tra il disincanto e l'inconsapevolezza della propria semplice beltà.
Certo, ogni tanto capita anche in Sicilia di incontrare il panzone scortese di "Da Domenico" a Catania, ma la media, care lettrici, è decisamente alta.
 
 
 
2. L'"homo sicilianus" è un buon padre.
 
Mi è capitato di incontrare molti padri, giovani e meno giovani: pazienti, premurosi, protettivi il giusto, equilibrati, teneri, insomma una giusta guida che dà serenità ai piccoli e non li soffoca di coccole eccessive. Sarà che tutti questi padri che ho incontrato erano sereni ed equilibrati perchè eravamo in vacanza? Non credo, ho visto più padri stressati in vacanza che stelle cadenti!
Mi piace invece pensare che il padre siciliano con il figlio piccolo è proprio così: un leone giocoso e protettivo, sicuro ed affidabile, ma anche capace di dare una zampata correttiva quando serve. E mai come in questa vacanza ho sentito il mio topastro così "protetto" dalla comunità tutta, come se le persone locali intorno a noi partecipassero con amorevolezza e spontaneità al mestiere di genitore. Bello.
 
3. L'"homo sicilianus" è accogliente
(e qui includo doverosamente nella valutazione anche il gentil sesso).
Il siciliano che ho incontrato io è fiero della sua terra, ci tiene a che il continentale di passaggio abbia della Sicilia una buona impressione, forse ci tiene ancor di più perchè cosciente dei suoi tanti problemi e ferite aperte.
Tante le persone che ci hanno dimostrato questa caratteristica, mi piace ricordarne qui alcune, che voglio di ringraziare di cuore per aver reso davvero speciale questo nostro nuovo incontro con la Sicilia. Eccoli, in rigoroso ordine di "apparizione":
 
- Sebastiano, detto "Bastiano" del B&B di Taormina, così fiero di mostrarne le bellezze;
- l'autista del pulmino del Bagno "La dolce vita", sosia perfetto dell'irresistibile comico di Zelig Rocco Barbaro ("io faccio quello che voglio"), sinceramente interessato alle nostre prime impressioni sulla Sicilia;
- il simpaticissimo Antonio dello splendido B&B di Ortigia, disponibile fino alla "morte per mancanza di fiato" nello spiegarci i posti da vedere, le pasticcerie dove assaggiare il gelato alla ricotta e quello al pistacchio, etc.;
- l'anziano e distintissimo signore di Modica, che con dovizia di particolari e rara disponibilità ci spiegava la strada per tornare a Noto;
- persino l'autista dell'autobus di Catania (malgrado in genere la figura professionale dell'autista di autobus, soprattutto nelle grandi città, non sia famosa per la disponibilità) che ci ha aiutato facendoci scendere proprio dove serviva a noi ("Signòòòra, per la staziòne quì!").
 
Una cordialità, ma soprattutto un'attaccamento alla propria terra che non appare falso o "di facciata", ma sincero. Un ...orgoglio, direi, e una fierezza che non si fanno "muro" e diffidenza come accade ad esempio in Toscana, ma che si aprono alla condivisione con chi dimostra di rispettare, di essere interessato a capire, chi mostra di apprezzare veramente questa terra così straordinaria.  E' una cosa di cui il viaggiatore attento si accorge subito, e ne riceve conferma quotidiana. E quando incontri quella coppia di bolognesi trapiantati a Noto gestori dell'ultimo B&B, noti subito la differenza e.. senti un pochino l'amaro in bocca..
 
.. che però passa presto, stordito dalla dolcezza di un buon cannolo fatto al momento, o di una pasta di mandorle, o col fresco di una bella granita...
 
A presto Sicily. Miss you so much!
LDS
 

 

mercoledì 1 agosto 2012

CHISSA' QUANDO TORNO

Sì, è da tempo che non scrivo e mi ritrovo qui proprio adesso che sto per partire per le sudate ferie. Ho mille cose da fare ancora, il marito malaticcio e tanti, tanti argomenti con i quali avrei allietato le vostre letture. Però, come da precedente post, il tempo è tiranno, fa caldo, sono di cattivo umore per colpa di chi non ha niente da fare e non riesce a considerare che esistono quelli che sono indaffarati.

Voglio pensare, per questi 2 minuti che scrivo, alle cose belle che ho davanti a me: il mare della Sicilia, forse una granita al limone, una cassatina, una pasta con le milinzane, una caponatina..ho un menù di aspettative siciliane che manco in crociera si mangerebbe così tanto!


E poi non vedo l'ora di riempirmi gli occhi di quel mare vero, autentico, bellissimo e blu. E' così che l'ho lasciato nel... 1997! Oddio come passa il tempo! Eravamo partiti da Pozzallo. Non una meta turistica a prima vista. Un paese, una strada sulla costa, al di là della strada la spiaggia e il mare. Pulitissima la spiaggia. Stupendo il mare. A due minuti a piedi dalle case. Ricordo che sono rimasta colpita. Per una romana che ha come mare più vicino Fregene, capirete bene cosa può significare ciò che ho visto.

Questa volta non torno negli stessi luoghi, ma vorrei citarvi, se solo lo avessi sotto mano, uno stralcio del libro di  Antonio Guerrieri  "L'AUTUNNO DI OGNI COSA": in alcune pagine l'autore siciliano, anzi Modicano, descrive la sicilia vista dagli occhi di un turista o di un viaggiatore. L'esotismo, la ricerca del bello, lo sguardo teso a carpirne le bellezze, senza curarsi delle brutture, delle ruvidezze e dei problemi. Forse una sguardo superficiale, ma al quale mi sento assolutamente di assomigliare, perchè è di questo che ho bisogno in questo momento.


E poi, visto che sono una donna davvero fortunata, avrò la possibilità di passeggiare tra i boschi del trentino, di sdraiarmi sui prati verdi, di sentire l'odore del muschio, di vedere e sentire un bell'acquazzone estivo, di mangiarmi - spero - lo strudel che fa Rita, una bella polenta trentina con le luganighe, di abbracciare persone che non vedo da tempo, vedere i figli di amici che sono cresciuti, magari conoscere qualche "nuovo arrivato", di fare qualche camminata in montagna con gli amici, di vedere mia madre che riprende fiato dopo un trasloco difficile e disastroso che ha logorato lei, i figli, le famiglie dei figli, e chi più ne ha più ne metta.


E non vedo l'ora di vedere mio figlio che corre felice su prati che non hanno confini.
Anche questo è quello di cui ha bisogno.

E poi avrò bisogno di tornare.
Aspettatemi.
LDS