giovedì 9 gennaio 2014

UN MAESTRO BELLISSIMO



Nella media delle persone che conosco, penso di poter dire di essere abbastanza "una brava ragazza". No, non intendo brava con le faccende di casa, spesso trascurate per altri interessi, hobbies, o per stanchezza/pigrizia. Più che altro intendo dire di non avere molti vizi: non fumo, non bevo e in generale non mi voglio abbastanza male da fare cose veramente pericolose. 
Certo, in tutta questa virtù qualche peccatuccio lo faccio anche io.

In particolare, in occasione di una delle più classiche e forse noiose attività mammesche: accompagnare il topaccio a nuoto. 

Eh, sì perchè quest'anno il topo ha iniziato il suo primo corso di nuoto e siamo stati davvero fortunati: il suo maestro di nuoto è bravissimo, in poche lezioni il topo ha abbandonato la ciambella ed ora si lancia sott'acqua senza alcuna paura, fa già una specie di dorso, nuota spedito a cagnolino e si butta con malagrazia dal trampolino (o come si chiama quel piedistallo a capovasca).
Un successo.

Cosa c'entra questo col mio piccolo peccato? Mentre, come tutti i genitori, sto lì al di là del vetro a vedere la piscina, mi godo uno spettacolo che qualcuno potrebbe considerare sconveniente, ma che vale tutta la fatica di scappare di corsa dal lavoro, trovare un difficile parcheggio con la macchina e gestire il post-nuoto del topaccio che finisce dopo le 7 di sera: lo spettacolo è il maestro di nuoto. 

Fisico da nuotatore (..), belle spalle, braccia muscolose il giusto e vita sottile: uno spettacolo davvero rincuorante!
Se questi sono gli effetti dello sport, non mancherò di favorire un destino sportivo per il topaccio.
Una o due volte la settimana il mio "antistress-dimentica le rogne del lavoro" è lui, l'istruttore. Indaffarato con i pargoli, affettuoso e divertente con loro, sta lì, avanti e indietro per la corsia, brillantemente inguainato nel suo costumino blu, sul cui fianco si intravede un curioso tatuaggio  che suggerisce maliziose ipotesi e fantasticherie (e che secondo me certamente nutre un folto traffico di scommesse clandestine tra le varie spettatrici della piscina: "è una tataruga marina!", "no, un delfino!"..).

Certo, non è uno spettacolo privato, ma non mi importa. Come una spettatrice che ha pagato un biglietto, estraneandomi dalle scommesse delle altre mamme, dalla confusione di chi arriva e chi va, dai papà che comprano le patatine o giocano col cellulare, io osservo, guardo e mi godo la visione, con nessun'altro obiettivo se non l'ammirare qualcosa di bello, come quando si sta di fronte ad un'opera d'arte. Quant'è vero che la bellezza è ristoro per l'anima!!

In fondo è un peccatuccio dal quale mi assolvo con leggerezza.
Voi che dite? ;-)

LDS

Post Scriptum: Acch! L'ultima lezione di nuoto il maestro non è entrato in acqua, dicendo ai bambini che "erano già molto bravi!". Terrovvi informati in caso lo spettacolo fosse già finito (speriamo di no!).