lunedì 14 aprile 2014

LA GRANDE FORTUNA


In queste settimane, complice l'Oscar, si fa un grande parlare del film "La grande bellezza": osannato, criticato. Io l'ho visto e devo ammettere che forse lo dovrò rivedere una seconda volta per cercare di capirci qualcosa. A parte la bravura interpretativa di Tony Servillo e il coraggio di Sabrina Ferilli nel farsi vedere oggi come mamma la fatta (che non significa necessariamente perfetta e bella), non sono riuscita a capire il significato dell'alternanza della bruttura umana con la bellezza di Roma. Magari la seconda volta capirò.

Io sono una di quei romani che abitano Roma tra l'inconsapevole e il privilegiato. Siamo in tanti infatti a non conoscere ancora la maggiorparte delle bellezze di questa città, pur vivendoci immersi ed avendo molte più possibilità di girare dei milioni di turisti e pellegrini che passano sui nostri sanpietrini. 


Conosco amici, romani, ma anche "stranieri" (pugliesi, sardi, campani..) che conoscono bene parti della città a me sconosciute, ma questo non deve stupire, nè contrariare il lettore colto e preparato: sono solo un esempio di molti romani, che abitano la città in perfetta sintonia con l'andazzo del "non v'affaticate!", pubblicato in bella vista qualche tempo fa sui cartelloni pubblicitari di una marca di divani (promunciato da un antico romano sdraiato su un sofà).

Siamo talmente dei privilegiati nell'abitare in questa città meravigliosa che sembra che quasi non ci si faccia caso, ma così non è

Chi, come me, è abituato a passare di frequente per le vie del centro, a guidare tra le irripetibili vestigia romane e i palazzi rinascimentali, tra colonne e palazzi neoclassici, tra gli scorci unici delle piccole piazze, tra i colori rosati dei palazzi e gli scrosci delle fontane che riflettono l'azzurro del cielo, sembra non farci più caso, ma in realtà basta cambiare tragitto, allontanasi dalla bellezza di alcuni quartieri, prendere una strada desueta che ti porta in aree moderne e poco curate, che improvvisamente e quasi impercettibilmente ti senti solo.


Dove la mia Roma bella? Dov'è il mio amico palazzo, le amiche fontane? Perchè il romano considera palazzi, piazze e fontane come amici di famiglia, persone care, che frequenta ed ama. A volte non le conosce profondamente, ma comunque "je vole bbene!". Magari sa che dovrebbe prendersi il tempo per conoscerle meglio, ma poi - romanamente - pensa che c'è sempre tempo.


Probabilmente capita la stessa cosa anche ad altri, in altre città. L'augurio di questa mia riflessione è quello di poter mantenere questa grande fortuna ancora per tanto, tantissimo tempo.
LDS

venerdì 4 aprile 2014

IL BELLO DEI SOGNI ERO(T)ICI


Sognare, volare, immaginare.. non c'è niente di più libero di un sogno. Anche perchè non è una cosa che possiamo controllare, indirizzare in alcun modo. Non sottostà al nostro giudizio, non lo possiamo censurare, quelli brutti non li possiamo evitare, quelli belli (purtroppo) non li possiamo replicare.

Cosa significano i nostri sogni ce lo dicono gli psicoanalisti. O meglio, la mia migliore amica, psicologa, mi diceva tempo fa che l'unica persona che può davvero arrivare a comprendere il perchè di un sogno è la persona che lo ha fatto, se accopagnata e aiutata nella ricerca di tali ragioni da un esperto (psicologo). Ma nella quotidianità, mentre alcune volte ci sembra di capire subito i perchè di un sogno, altre volte - senza alcun percorso di approfondimento - ci sfugge assolutamente il significato di quello che sognamo.

Io per natura, più che alla ricerca del significato, sono portata a soffermarmi sulle sensazioni ed emozioni che un sogno mi lascia: lì, quando ti sei appena svegliato e ancora non capisci bene dove sei, con i confini fumosi del sogno che escono dalla nebbia a poco, a poco. Ed ho un modo di sognare che credo non sia comunissimo, per lo meno in base ai commenti e alle confidenze fatte con gli amici su questo tema.

Molti dei miei sogni sono "sogni film": non necessariamente sono quella che sono nella realtà, ma interpreto altri personaggi: uomini o donne che non mi assomigliano. Spesso la visuale che ho passa, come in un film, da un primo piano ad una panoramica, ad un'altra inquadratura ancora. A volte sono "dentro" il personaggio, a volte assisto da vicino a cosa dice il personaggio, proprio come in un film. A volte mescono la realtà alla fantasia, che probabilmente è la mia interpretazione inconscia della realtà.

Una delle cose belle dei film-sogni belli è che sono sogni eroici nel senso che non sento limiti. Il mio personaggio, che sia veramente io o una bella ragazza dalle gambe lunghe e la vita sottile, o che io sia un bel ragazzo con la barba, non ha la mia timidezza e la mia insicurezza. Si tratta di persone e personaggi che posso fare potenzialmente tutto. Come quando sogno di volare: ci vuole poco, una corsa, un salto e via a volo radente sulla città! 

E poi ci sono naturalmente anche i sogni ero(t)ici, che mescolano insieme in maniera magistrale questa assenza di vergogne e insicurezze con ciò che fa più piacere alla vista (e non solo). In questi, mi capita che ci siano situazioni buffe, incontri impossibili, circostanze assurde. Nella maggiorparte dei casi si tratta di sogni "fuori dal tempo" e "fuori dallo spazio", in cui non si capisce il nesso con la bene amata realtà storica in cui i sogno si inserisce. Anche quì stà la completa libertà del sognare.

Uno dei più recenti sogni di questa categoria l'ho fatto l'altro giorno: una persona che conosco e di cui evidentemete mi girava nella mente l'immagine per altri motivi è comparso nel sogno. E faceva davanti a me un involontario spogliarello: si toglieva la camicia e.. lo spettacolo era davvero molto interessante! Era bellissimo! Più di quanto avessi immaginato. 
Diciamo che non mi era capitato di soffermarmi particolarmente su questo aspetto in precendenza.. 

Tralascio come prosegue il sogno (molto, molto interessante), ma la cosa più buffa è che il giorno successivo me lo sono trovato davanti e mi veniva da ridere! 
Gli ho subito detto di averlo sognato e ho anche accennato allo spogliarello, ma.. a parte due risate e un comprensibile imbarazzo da parte sua (e anche mia), non potevo trattenere un sorriso sotto i baffi: ogni volta che ci parlavo mi veniva in mente proprio la scena del film in cui si toglieva la camicia. Come fai ad essere seria e professionale in un caso così!! :-)

Da un certo punto di vista spero che la prossima volta che lo vedrò il ricordo sia meno vivido. Ma solo da un certo punto di vista. Perchè c'è una ultima cosa che voglio dire su questo tipo di sogni e in generale i film-sogni belli: ho la capacità di "sentire" profondamente quello che sogno, così come quando mi immedesimo in un film (vedi vecchi post). Mi basta ripensare intensamente al sogno-film che riesco a riassaporarne un pò dell'energia positiva che sprigiona. Se ci penso intensamente, quando ancora il ricordo è vivido, sento un brivido nei polmoni, il torace che mi trema e l'emozione riappare, per poco, ma intatta.

Per concludere questo "smutandamento" (come si chiamava ai bei tempi l'occasione in cui si doveva dire cose di sè piuttosto personali e potenzialmente inbarazzanti) il mio augurio a tutti voi, nella buona e nella cattiva sorte, è di fare tanti bei sogni-film, eroici ed ero(t)ici. E di mantenerne questa energia addosso più a lungo possibile. 

Se potessi ve lo prescriverei come una sorta di terapia:"Buonenotti"!
LDS


NB: In copertina, dipinto di Salvatore Ruggeri.